domenica 21 giugno 2009

Quando le immagini parlano da sole

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"Le elezioni dovrebbero essere annullate"

Teheran, morti e feriti nel 'sabato nero'. Moussavi: ''Pronto al martirio''. Obama all'Iran: ''Stop alle violenze sul popolo''

Il leader riformista attacca: ''Brogli pianificati'' e ai manifestanti dice: ''Se mi arrestano scioperate''. In 3mila sono scesi in piazza sfidando il divieto dell'Ayatollah Khamenei. Kamikaze al mausoleo Khomeini: assalto alla sede del partito di Ahmadinejad. Ricontato il 10% dei voti. Il Consiglio dei Guardiani: ''Le schede scelte a caso''. La guida suprema: ''Proteste istigate dall'Occidente''. Sul web il giornale della protesta 'street'. Da venerdì Google ‘parla’ anche farsi.

Teheran, 20 giu. (Adnkronos/Ign) - Escalation di tensione in Iran dove i sostenitori di Moussavi, sono scesi in piazza in 3mila per protestare contro l'esito del voto nonostante il divieto dell'Ayatollah Ali Khamenei. La polizia che in un primo momento aveva usato lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti ha iniziato a sparare in aria, secondo quanto riferito da testimoni oculari che hanno parlato anche di scontri tra i sostenitori di Moussavi e quelli di Ahmadinejad.

Secondo le notizie arrivate dalla capitale iraniana - dove il regime è riuscito praticamente ad oscurare la protesta imponendo restrizioni ai limite della censura ai media internazionali - in migliaia si sarebbero radunati nella Piazza della rivoluzione, urlando "Morte al dittatore" e "Morte alla dittatura''.

I sostenitori del leader riformista avrebbero poi tentato l'assalto alla sede del partito di Ahmadinejad, cui sarebbe stato dato fuoco. Mentre un kamikaze si è fatto saltare in aria nell'ala settentrionale del mausoleo dedicato al fondatore della Repubblica islamica Khomeini, nella zona meridionale di Teheran, causando la propria morte e il ferimento di almeno 2 persone, secondo il bilancio fornito da 'Press Tv'. La notizia dell'esplosione non è stata confermata dalla 'Bbc', il cui corrispondente sostiene che non ci sia alcuna prova dell'attacco.

Migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa e uomini della milizia Basji hanno poi sigillato piazza Enghelab, dove i sostenitori di Moussavi volevano tenere la loro nuova manifestazione di protesta.

E Moussavi dal popolare social network Twitter avverte: ''Sono pronto al martirio''. Quindi rivolto ai manifestanti detta la linea: ''Se mi arrestano, scioperate''. Sul suo sito il leader riformista ha pubblicato anche la lunga e dettagliata lettera inviata oggi al Consiglio dei Guardiani (l'organo che verifica la correttezza del processo elettorale), nella quale chiede che siano annullati i risultati delle elezioni vinte, secondo le accuse, con brogli. ''Queste misure irritanti (i brogli elettorali) - scrive il leader - erano state pianificate mesi prima del voto... considerate tutte le violazioni... le elezioni dovrebbero essere annullate''.

''Continuerò i miei sforzi per chiarire la verità sulla base della costituzione e delle leggi vigenti - spiega Moussavi nella missiva di sette pagine - nonostante le violazioni e la pianificazione di questi atti disgustosi siano state preparate in anticipo''.

Dal canto suo Mahmoud Ahmadinejad ha ringraziato l'ayatollah Ali Khamenei per il sostegno datogli. ''Senza dubbio lei ha sventolato la bandiera del coraggio e della determinazione davanti agli arroganti'', scrive il presidente iraniano in una lettera inviata alla guida spirituale suprema, che venerdì aveva difeso la sua elezione, ''voluta dal popolo''.

Intanto il Consiglio dei Guardiani proprio oggi ha stabilito che sarà ricontato il 10% dei voti espressi alle presidenziali dello scorso 12 giugno e le schede verranno scelte a caso.

Nel frattempo, Barack Obama ha chiesto alla leadership iraniana di fermare le violenze contro il popolo. "Il governo iraniano - ha detto il presidente degli Stati Uniti in una nota diffusa dalla Casa Bianca - deve comprendere che il mondo lo sta guardando. Noi piangiamo ogni singola vita innocente che è andata persa. Chiediamo al governo iraniano di fermare tutte le azioni violente e ingiuste contro il suo stesso popolo".

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